Dott.ssa Elisa Benedetti

Oteopatia viscerale

Il sistema dei visceri è molto articolato, essi vengono raggruppati in apparati: respiratorio, gastroenterico, cardiocircolatorio, linfatico, genitourinario. Sono strutture che rispondono allo stimolo nervoso ed ormonale e che hanno un funzionamento autonomo rispetto alla nostra volontà. La relazione anatomica tra gli organi vicini e tra di essi con lo scheletro può essere libera e mobile oppure ristretta da patologie d’organo, aderenze, infiammazioni, vincoli posturali.

I visceri sono connessi tra di loro da strutture che sono deputate a far loro mantenere la posizione e a sostenerli contro gravità, e, fondamentale, a portare il nutrimento e le “informazioni” attraverso i vasi e i nervi. Sono legamenti, sierose, mesi, epiploon e la pressione interna d’ organo a fargli occupare il loro posto nel corpo.
Il movimento dei visceri si distingue in uno proprio (per esempio il movimento che fa progredire il bolo nell’esofago) e in uno legato al movimento del diaframma respiratorio. Il diaframma ad ogni inspirazione si abbassa e crea un aumento di pressione addominale sui visceri dell’addome, e nell’espirazione si rialza modificando di nuovo la pressione d’organo. il diaframmma incide anche per le grandi inserzioni che ha sul rachide sulla mobilità del tratto toracolombare e quindi sull’innervazione.

Per esempio, la persona con stipsi da rallentato transito, che presenta gonfiore addominale e colite, può trarre beneficio dalla mobilizzazione del colon, dal trattamento della colonna, del diaframma e delle componenti muscolari relazionate e dalla liberazione del sistema nervoso e vascolare.
Se all’osservazione della postura la persona presenta un addome protruso e un aumento delle curve, si prende consapevolezza delle zone chiuse, in cui non c’è spazio, e si inizia un percorso con esercizi posturali, con lo stesso obiettivo di ridare mobilità e migliorare l’innervazione e la vascolarizzazione.

Il viscere va trattato anche per il dolore riferito che può dare. Ogni organo ha una precisa localizzazione dell’irradiazione del dolore, per esempio lo stomaco può dare dolore interscapolare e ai trapezi bilateralmente. In una persona quindi con sintomi di gastrite, gonfiore, dispepsia, ernia iatale, possiamo verificare anche la presenza di questo dolore che non è riconducibile solo alla meccanica articolare o alla tensione fasciale.